Dimmi come mangi

🎧 Se vuoi, puoi indossare le cuffie e ascoltare l’articolo 🎧 Tra il 1999 e il 2009, ho seguito varie terapie sperimentali per “addormentare” il morbo di Crohn, la patologia autoimmune che mi accompagna dalla prima adolescenza e, nel 2010, ho sperimentato la prima vera remissione della malattia.Ero felice, mi sentivo bene dopo tanto tempo, ma mi accorsi di aver perso un pezzo per strada: non sentivo più bene o chiaramente il senso di sazietà, non provavo enorme piacere nel cibo eppure mangiavo disordinatamente, troppo o troppo poco, frettolosamente e senza gustare le pietanze. La mia dieta era cambiata -avrebbe continuato a cambiare negli anni a seguire- e nei periodi in cui l’infiammazione tornava a bussare alla porta, le restrizioni alimentari aumentavano; le intolleranze mettevano la ciliegina sulla torta e il mio distacco rispetto al nutrire/nutrirsi si espandeva; se cucinavo per qualcun’altro, diventavo Suor Germana ai fornelli, mentre se dovevo mangiare da sola, non mi curavo di molto se non di ricordarmi di mangiare.A completare l’opera si aggiunse l’impulsività (o la compulsione) che mi spingeva a mangiare cose che sapevo mi avrebbero fatto male, al grido di “ma sì, è un’eccezione” pagando poi il gesto con giorni di malessere e false promesse sullo stile “questa è l’ultima volta”.Ci sono stati momenti nei quali mi sono messa d’impegno e sono intervenuta di nuovo sul programma alimentare, creando diete…