Silenziose Ispirazioni

“Perché siamo così spaventati di arrenderci, di lasciar andare e liberare la nostra voce?Perché siamo trattenuti nel passato, nella nostra identità, in quello che stiamo facendo, in quello che abbiamo e in quello che possediamo.Siamo trattenuti da quello che crediamo di essere.Siamo trattenuti nelle abitudini e nelle credenze negative.Siamo trattenuto da ciò che è sicuro e da ciò che già sappiamo e crediamo.Abbiamo paura dell’ignoto sebbene sia il luogo dove dimora Dio.” K.Schelde Queste parole, nella loro semplicità, mi hanno colpita per la verità che raccontano.Credo che alcuni percorsi sulla vocalità siano un richiamo al sacro dentro e fuori di noi perché educano profondamente all’ascolto ed al silenzio.Sviluppare la capacità di ascoltare implica imparare a stare fermi, a stare nel qui e ora centrati nel proprio presente.Il mio percorso di studio è (ri)partito da qui perché prima di liberare la voce bisogna percepire il luogo ed il modo in cui si genera il nostro suono.Bisogna cercare o creare le relazioni fra corpo, voce e anima che partono dal basso, dai piedi, dal centro coccigeo, dalle nostre radici rosse e per farlo serve sapersi ascoltare.