Il linguaggio libero ed innocente

Studiare la voce e ricercare nel suono, mi sta avvicinando sempre più anche ad un’idea di uso migliore della parola.Anni di modelli mentali differenti e cattive abitudini sono difficili da correggere se si pretende di farlo in poco tempo ma ci si lavora e ci si impegna affinché non servano poi così tanti anni quanto si teme.L’uso “meno bello” della parola spesso viene preso alla leggera ma se ti fermi a pensare a quante siano numerose le occasioni in cui gli amici Giudizio e Critica si rivelano attraverso ciò che diciamo -e come lo diciamo- sono certa che ti accorgerai di quanto siano infestanti Pettegolezzi, Malelingue e Polemiche. Pochi minuti di recupero del silenzio ogni giorno, sono una buona pratica per cominciare ad accorgersi della moltitudine di parole inutili che vengono dette; di quanti silenzi vengano riempiti di parole e di quanto, quei vuoti colmati, trabocchino di lamentele, luoghi comuni o frasi poco carine rivolte nei confronti di qualcuno o qualcosa.Pochi minuti di recupero del silenzio ogni giorno, ascoltando sé stessi, fa venire voglia di ascoltarsi sempre di più. Rallenta gli impulsi a rispondere subito e senza riflettere, migliora l’ascolto, rilassa, calma il respiro, rigenera, fa sorridere di più.E non serve altro che una posizione comoda e la voglia di lasciar passare tutti i pensieri, cercando di non soffermarsi su nessuno di essi, tentando di rimanere focalizzata…

Ricominciamo?

Sì, ricominciamo. Con una nuova piattaforma, con nuovi articoli, con un nuovo aspetto, e perché no, con un nuovo stimolo. Come per ogni percorso, arriva un momento in cui ti giri a guardare la strada che hai fatto fin qui, e riconosci che i passi mossi finora siano giusti per te; quindi ti stiracchi, bevi un sorso d’acqua, sorridi e riparti. Così faccio anche io, scegliendo di continuare a scrivere del mio percorso cominciato con una distruzione, cui sono seguite una rinascita ed un bruciante desiderio di condivisione.

Sembra difficile ma non lo è…

 Viviamo in un’epoca strana.Ci crescono con il presupposto di chiedere aiuto a tutto e tutti al di fuori di noi.Ci insegnano a pregare quando abbiamo bisogno di aiuto.Ci insegnano ad addormentare il dolore dei sintomi.Ci insegnano che il tempo va rincorso in ogni momento.Ci insegnano che essere significa avere.Così quando le cose vanno male è colpa di dio che non ci ascolta.Così quando i sintomi dormono la malattia corrode in silenzio.Così tutto diventa veloce e monoporzione, sempre più finto, sempre più sterile.Così quando abbiamo tutto ci creano nuovi bisogni e noi accorriamo numerosi.Ma la colpa non è per forza di un dio che non ascolta, perché noi possiamo sempre prenderci la responsabilità delle nostre azioni.I sintomi vanno ascoltati per capire cosa non vada e ringraziati per averci parlato del nostro corpo.Il tempo va vissuto, perché il tempo per come lo intendono gli orologi lo abbiamo scandito noi, non dobbiamo esserne schiavi.E ciò che siamo non dipende da ciò che abbiamo, spendiamo, compriamo, mostriamo.Abbiamo tutto ciò che ci serve dentro di noi.Dobbiamo solo avere il coraggio di crederci.E la vita non va sempre come immaginiamo, ma la vita non è iniziata con la nostra nascita e non finirà con la nostra morte, quindi possiamo sempre e comunque correre con lei.Ma perché devono farla sembrare così difficile?Sorridiamo di più, e liberiamo davvero noi stessi e tutto il nostro essere.Non…