Da qualche giorno penso e ripenso alle cose da fare, alle cose da dire, alle cose da pensare e organizzare.

L’anno nuovo è cominciato solo da una manciata di giorni e mi pare assurdo che muova già così tante decisioni, che coordini già così tanti movimenti dentro e fuori di me, da aver smosso un terremoto dentro il mio corpo.

In cima alla lista delle cose da fare c’è stata la pulizia. La pulizia della casa, della rubrica contatti, dei file inutilizzati, delle vecchie liste delle cose da fare, delle cose di cui ho scelto di fare a meno. La pulizia delle idee, dello spirito e infine del corpo (diciamo che quest’ultima è stata logica conseguenza di quanto ho scritto subito prima).

Quindi a tavolo libero e mente sgombra, sotto con le priorità, facendo cernita fra le passioni, fra le cose trascurate e quelle portate avanti solo per inerzia. E piano piano prende forma una me che oggi si gode la forzata calma del divano e della borsa dell’acqua calda.

Una me che non ha voglia di molto se non di ascoltare davvero col cuore. Me stessa. E gli altri.

Quindi rimuovo dalle mie descrizioni i titoli che non mi appartengono, raccimolo tutti i buoni propositi e mi ricordo di avere un progetto -più o meno- per i prossimi anni, e mi ricordo di doverci lavorare sodo se voglio ottenere qualcosa.

Sono abbastanza stanca di tutte quelle persone che si ricoprono di titoli e di promesse più grandi di loro, senza poi essere in grado di fare davvero ciò che professano, e in nessun modo voglio farne parte, in questa vita o in un’altra.

Ammiro quelle persone che riescono a portare al di fuori di sé i lavori interiori e si adoperano per poter aiutare gli altri come sanno aiutare sé stesse, forse un giorno mi piacerà l’idea di poterlo fare anche io, ma credo ci siano gradini necessari nelle scale della vita di ognuno di noi per poter arrivare a farlo per davvero per scelta e non involontariamente.

Io, oggi, mi accontento di poter aiutare involontariamente, attraverso le parole in un blog, portando avanti il lavoro interiore e cercando di diventare la migliore espressione di me stessa,mettendo tutto il mio impegno e coltivando sempre più il mio amore per la musica.

E in giornate come oggi, in cui sono ferma più per forza che per volere, mi ritrovo ad essere felice anche solo per quel poco che posso fare nel mio piccolo, perché nell’enorme ruota che è la vita ci sono così tante occasioni dalle quali posso imparare e altrettante in cui invece senza volere insegnerò, che non posso che sorridere.

E tu? Ti sei mai messo addosso titoli che non ti rispecchiavano? E ora sei felice?

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