Creo percorsi di avvicinamento alla meditazione e all’ascolto profondo,
preparo meditazioni e visualizzazioni guidate,
seguo e conduco esperienze individuali e di gruppo
a volte associate a momenti di espressione creativa.
Sono facilitatrice mindfulness e propongo percorsi mindfulness based.

💌 Scrivimi se vuoi provare ad avvicinarti alla meditazione!


Meditare, secondo me, significa rivolgersi verso la contemplazione oltre l’attenzione, vivere l’esperienza dell’ingresso in un concetto, fare introspezione profonda in maniera naurale, ascoltare l’anima e non saper distinguere la propria da quella del mondo, allungarsi alle nuvole avendo le radici bene in terra.
Meditare, per me, significa anche viaggiare e crescere, pur stando sul posto.

La meditazione fa parte della mia vita da tantissimi anni, in varie forme e modalità, ed è ormai una parte indivisibile del mio essere.
Rappresenta tutte le parti di me che hanno bisogno di rallentare, di stare in ascolto, di accettare l’inevitabilità del cambiamento e la ricerca del senso/non-senso del tutto.
Si tratta, forse, della parte di me che più amo, che più ho piacere di condividere.
Credo molto nella focalizzazione dell’intenzione e vivo la meditazione come un’esplorazione, come una ricerca, come un abbandono, come una connessione e anche come pratica spirituale.

Così, per come la vivo io, la meditazione si compone di tappe, si configura in un viaggio interno fatto di tappe.
Si vivono fasi di introspezione, di ricerca, nelle quali il pensiero viene a galla per poter fluire nel respiro ed essere osservato per quello che è, senza giudizio; ci si ritrova nella mente, nel suo movimento, e ci si sposta di nuovo, con gentilezza, nel respiro, nell’osservazione, nell’accettazione di ciò che è come è; si medita, si cresce, si cambia.
Un passo alla volta.

La verità è che la meditazione è un’esperienza diversa per ognuna di noi, e se oggi la mia idea è quella che hai letto due righe più su, lo è solo perché la mia esperienza è stata opposta all’inizio: impazienza, ansia, impossibilità di stare seduti, di stare nel proprio silenzio, lacrime, cedimento, incostanza, abbandono e poi ripresa; tutto più e più volte durante gli anni, fino al raggiungimento di un equilibrio, a volte precario.
Meditare non significa diventare creature che si esprimono con rose e coriandoli ma educarsi, un passo alla volta, all’ascolto di sé, dell’altro, del mondo di terra e di cielo, di suono e silenzio.
E ascolto, significa imparare, un passo alla volta, a stare, accettare e lasciare andare.
Meditare non fa di te o di me persone perfette, sagge, superiori o immuni da pensieri, gesti e parole spiacevoli; meditare insegna a sviluppare la forza e il coraggio di continuare a impegnarsi per essere la migliore espressione di noi, in piena consapevolezza dei nostri pensieri, gesti e parole.


Mindfulness?

Nel mondo del web, tutto dovrebbe essere veloce e immediato, ma io non sono mai stata brava a seguire le regole e reputo più importante fare un po’ di chiarezza sul tema mindfulness.
Descriverla è complicato esattamente come parlare di meditazione in generale, poiché parliamo della stessa cosa, osservata e introdotta da punti di vista differenti.
Cosa significa mindfulness?
La traduzione letterale del termine che meglio veste il significato è consapevolezza e, la grande diffusione di questa parola ai giorni nostri ha contribuito a lievitare l’interessa verso questa disciplina, spesso percepita come “nuova” o “innovativa”.
La mindfulness è una versione elaborata, e inizialmente contestualizzata in ambito clinico, principalmente della vipassana , arrivata a noi dalle tradizioni buddhiste, e rappresenta la “tappa”, la pratica, della visione profonda che si sviluppa attraverso la meditazione.
La disciplina che ci viene presentata in qualche modo “rinnovata” nell’esposizione dei concetti e delle pratiche, è frutto del monitoraggio degli effetti delle discipline contemplative, comprovato come benefico per l’organismo mente-corpo attraverso ricerche e studi clinici.
Il suo ideatore, Jon Kabat Zinn, ha strutturato un protocollo chiamato Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) che viene oggi proposto in cliniche, studi, ospedali, palestre e associazioni, poiché impostato per consentire l’utilizzo, in maniera formale e assolutamente laica, delle discipline meditative con persone di ogni età ed estrazione culturale.
In parole povere, studi scientifici hanno dimostrato i benefici fisiologici e psicologici della meditazione.
La ricerca in questo ambito mi affascina e mi interessa, mi appassiona e mi sento molto grata per poter esplorare anche questo campo attraverso lo studio e le collaborazioni.
Sono del parere che ognuno di noi abbia esigenze diverse e che qualsiasi approccio alle discipline contemplative sia sano, sacro e da rispettare come tale.

Sono infinitamente grata a tutte le possibilità che ho avuto, negli anni, di sperimentare la meditazione in numerose forme e, in virtù del profondo rispetto che ho verso questa disciplina, al momento preferisco proporre percorsi mindfulness based anziché utilizzare il protocollo standard MBSR per più ragioni, prima fra tutte, il fatto che per maneggiare il protocollo ufficiale in ambiti clinici, serva la necessaria esperienza con il metodo, che io ritengo richieda qualche anno di esperienza nell’utilizzo del protocollo stesso, con terze persone, per considerarsi realmente acquisita nell’uso di un sistema specifico e standardizzato.
Il protocollo originale prevede l’utilizzo di posizioni yoga, per le quali io preferisco avvalermi della consulenza e della presenza di istruttori che siano consapevoli di cosa significhi muovere e far muovere il corpo alle persone, istruttori che sappiano valutare la delicatezza del movimento del corpo legato al respiro e che siano preparati a farlo fare in qualsiasi condizione. Questo comporterebbe un aumento dei costi sostenuti per la proposta del percorso e l’impossibilità di mantenerlo ad un costo accessibile a tutti.
Vivo, inoltre, la profonda volontà di lasciare spazio e merito alle discipline tradizionali che ci hanno insegnato, e ci insegnano, la meditazione da secoli; per quanto io stessa non appartenga ad una corrente specifica, ho la necessità profonda di riconoscere l’aspetto più intimo, introspettivo e spirituale dello spazio che la meditazione crea e, seguendo questa spinta naturale, collego e interconnetto le discipline che amo e i valori in cui credo discostandomi dall’ordinario standard proposto dall’etichetta.
Per queste ragioni, dunque, scelgo di restare allineata con il mio sentire e continuare a lavorare su percorsi creati sulla persona, assecondando ritmi e possibilità differenti; orientando le persona alle tecniche di rilassamento e meditazione utilizzando la semplicità strutturale ed espressiva che la mindfulness insegna e offre, creando esperienze differenti ma ugualmente finalizzate allo sviluppo della consapevolezza e, dunque, all’ascolto.

L’interesse delle neuroscienze nel campo delle discipline contemplative rende possibile aprire molte porte che i pregiudizi e i preconcetti non consentivano di aprire.
Ad oggi gli studi pubblicati in merito al beneficio della meditazione nelle terapie per il dolore cronico, per i disturbi alimentari, del sonno, dell’ansia, della depressione, sono davvero tanti e ci sono bellissimi libri che riassumono ricerche e spiegazioni in maniera completa anche ai “non addetti ai lavori”

Essendo io affetta da una patologia autoimmune, il Morbo di Crohn, che è degenerativa e comporta dolore cronico nella fase acuta, ho potuto sperimentare e beneficiare, in prima persona, dell’utilizzo della meditazione in generale in questi anni e, nello specifico, dell’utilizzo continuativo del protocollo MBSR, il quale si è rivelato un ottimo alleato nella gestione della riacutizzazione della malattia verificatasi in anni passati.
Perché tu lo sappia, esiste inoltre un protocollo più specifico per la cura del dolore cronico, che viene utilizzato da medici e specialisti ed è mirato alla gestione delle fasi acute del dolore.

So di aver condito questa pagina di una marea di informazioni delle quali, probabilmente, non hai bisogno, ma credo nel valore dell’autenticità e dell’onestà verso sé stessi e il prossimo, dunque ho preferito darti ciò che posso di me attraverso il mio punto di vista.
Se hai letto fin qua, ti ringrazio dal profondo del cuore 🙏