Decidere di prendere una posizione con sé stessi e col resto del mondo è estremamente difficile e impegnativo.

Scegliere di prendere una posizione che punti alla ricerca e alla collezione di frammenti di Amore, scegliendo un lavoro interiore intricato da incanalare anche in uno stimolo pubblico, come l’impegno per Mi Diras Nur, complica le cose ulteriormente.

Perché quando decidi che vuoi mostrare al resto del mondo il difficile percorso che stai facendo per cercare di brillare e diventare la migliore espressione di te stesso, allora scateni reazioni a catena di innumerevoli tipi.

Il Presupposto.

Partiamo dal presupposto -appunto- che scegliere di portare avanti un messaggio di Amore e Non-Violenza, non significhi che noi si sia diventate guru ed esempio, perché siamo in prima linea insieme a tutte le persone che stanno cercando di migliorare sé stesse con enormi sforzi e tanta pazienza.

Continuiamo con la semplice riflessione sul fatto che quel nostro impegno in prima linea ci veda coinvolte nella diffusione del messaggio, e questo possa portare i malpensanti a dire che noi si voglia “professare”; considerazione comprensibile seppure errata, credo sia naturale per ognuno di noi avere una reazione emotiva intensa quando ci si trova davanti qualcuno che rimane più fermo di quanto ci aspettiamo sui propri ideali.

Un po’ come quando ti aspetti di sentirti dire assolutamente di “sì” e invece ti dicono “no”.

Detto questo, il nostro continuo ostentare messaggi di Amore e Rispetto, altro non sono che i nostri stessi e comuni sforzi dentro e fuori di noi.

Il nostro portare questi messaggi sui social e su un sito, non significa che noi si voglia insegnare qualcosa, anzi l’esatto contrario, perché abbiamo davvero tantissimo da imparare; il fatto è che lo rendiamo pubblico perché pensiamo che uno sforzo comune sia più efficace di uno sforzo di singoli; perché crediamo davvero in ciò che cerchiamo di fare : nel fatto che l’intenzione cambi la realtà della cose.

Crediamo nel fatto che vedere persone che cercano di camminare verso una direzione, inciampando e cadendo come tutti, possa aiutare anche alcuni indecisi a muovere i primi passi.

Ma chi ti guarda cosa vede?

Come prevedibile, in molti non capiscono.

C’è chi ti chiede “cosa ci guadagni se di soldi non ne chiedi”.

C’è che ti chiede se può aiutarti solo perché lui (o lei) di possibili soldi ne vede e ne vuole, invece.

C’è chi non capisce che il nostro sia un cammino in corso, e si diverte a punzecchiarci e criticare ogni cosa che sbagliamo, additandoci e cercando di screditarci con gli altri e persino con noi stesse al grido di “ah ecco, allora non potete permettervi di parlare di Amore se…”.

C’è chi ti ignora bellamente, perché non ti vede o non ti vuole vedere.

C’è che si entusiasma e ti fa compagnia su questi passi per qualche periodo, poi perde l’entusiasmo e si dimentica di te.

C’è chi ti guarda e si rivede nel tuo impegno, e allora cammina con te, che tu lo sappia o meno, e a volte lo fa in maniera più incisiva o addirittura più utile!

C’è chi ti capirà più avanti, perché ora non è pronto.

C’è chi ti odia e ti odierà per quello che fai.

C’è chi ti dichiarerà guerra aperta, anche solo per indurti nella tentazione di un risposta, così da poterti dire che “non sei ciò che predichi”.

La libertà dove sta?

Ovunque.

La vera libertà sta nell’andare avanti nonostante difficoltà o agevolazioni, nonostante vittorie o sconfitte.

La Libertà sta nel continuare a camminare cercando un te stesso migliore, lasciando al di fuori il giudizio del mondo.

La libertà sta nel saper capire che i tuoi piccoli gesti devono migliorare te, non il resto del mondo.

Il resto del mondo lo affidiamo all’effetto domino.

E continuiamo, con la pazienza degli elefanti…

Prova a brillare.
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