Studiare la voce e ricercare nel suono, mi sta avvicinando sempre più anche ad un’idea di uso migliore della parola.
Anni di modelli mentali differenti e cattive abitudini sono difficili da correggere se si pretende di farlo in poco tempo ma ci si lavora e ci si impegna affinché non servano poi così tanti anni quanto si teme.
L’uso “meno bello” della parola spesso viene preso alla leggera ma se ti fermi a pensare a quante siano numerose le occasioni in cui gli amici Giudizio e Critica si rivelano attraverso ciò che diciamo -e come lo diciamo- sono certa che ti accorgerai di quanto siano infestanti Pettegolezzi, Malelingue e Polemiche.

Pochi minuti di recupero del silenzio ogni giorno, sono una buona pratica per cominciare ad accorgersi della moltitudine di parole inutili che vengono dette; di quanti silenzi vengano riempiti di parole e di quanto, quei vuoti colmati, trabocchino di lamentele, luoghi comuni o frasi poco carine rivolte nei confronti di qualcuno o qualcosa.
Pochi minuti di recupero del silenzio ogni giorno, ascoltando sé stessi, fa venire voglia di ascoltarsi sempre di più. Rallenta gli impulsi a rispondere subito e senza riflettere, migliora l’ascolto, rilassa, calma il respiro, rigenera, fa sorridere di più.
E non serve altro che una posizione comoda e la voglia di lasciar passare tutti i pensieri, cercando di non soffermarsi su nessuno di essi, tentando di rimanere focalizzata sull’ascolto del rumore del proprio respiro e del battito del proprio cuore.
Pochi minuti di ricerca di pace…insomma, se provi mi saprai dire 🙂

Siamo così a disagio con il silenzio fra le persone?
E perché scegliamo di riempire gli spazi con un linguaggio non libero?
Chiariamoci, non sto dicendo che non si debba parlare, anzi 🙂

Ti rendi mai conto di parlare troppo o di parlare male?
Riempi mai i silenzi perché non sai come gestirli?
Il tuo linguaggio è più libero o più ingabbiato?

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