Immagine presa da Internet
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Capita di rimanere affascinati passando davanti alle vetrine degli orologiai, di guardare incantati vecchi e nuovi orologi, sognando di averne, o semplicemente desiderandone uno per esigenze reali.

Gli orologi, pregiati, economici o antichi che siano, sono strumenti ormai indispensabili e scontati.

Insomma, tutti ne abbiamo almeno uno, in casa o al polso.

Ma quante volte ti sei fermata a guardare gli ingranaggi di un orologio?

Quante volte ti sei stupita di come ogni singolo, piccolo pezzo combaci alla perfezione con quello successivo?

E quante volte ti sei sentita sollevata e compiaciuta, e hai sorriso della perfezione che permette a questi singoli, piccoli, pezzi di far muovere macchine molto più grandi di loro?

Se come me l’hai fatto, sai di cosa parlo, e se non l’hai mai fatto, ti consiglio di farlo non appena potrai.

Capita spesso che noi si faccia parte di orologi più grandi di quanto pensiamo o capiamo; capita spesso che chi passa davanti alla vetrina ammiri il quadrante e si limiti a questo; capita spesso che noi, piccoli ingranaggi, non si venga nemmeno più notati.

E’ facile farci l’abitudine, quella abitudine un po’ passiva che ti fa accettare più o meno serenamente il tuo ruolo di piccolo ingranaggio invisibile; per altri invece diventa altrettanto facile fare di ciò una malattia o un tormento.

Io sono un ingranaggio molto piccolo, proprio di quelli, sono figlia e nipote di ingranaggi piccoli come me e forse anche di più.

Ingranaggi che come me a volte si sono sentiti piccoli e inutili, non curati, non notati e non apprezzati, che nonostante tutto non hanno cessato mai, nemmeno per un secondo, di far ruotare la perfetta macchina che si muove tutto intorno a noi.

Se mi guardo alle spalle, vedo insegnamenti così grandi che non posso non essere fiera del mio piccolo, invisibile ruolo.

E se mi guardo attorno, non posso che avere voglia di dirlo a tutti gli altri piccoli, invisibili ingranaggi come me : siate fieri del vostro minuscolo incastrarsi nelle vite degli altri, perché non immaginate nemmeno quanto grandi siano le macchine che si muovono grazie a voi.

E’ facile cadere vittima di sconforto e solitudine, è facile non pensare di valere abbastanza quando il resto del mondo apprezza un orologio solo per il suo quadrante, ma la verità è che la maggior parte delle persone là fuori continuano e continueranno a farlo, senza curarsi di te e di me.

Quando il merito lo prende qualcun’altro; quando la tua faccia o il tuo nome non li ricordano in molti; quando parli e vieni interrotta e nessuno ti chiede “scusa, cosa stavi dicendo?”; quando parli e gli altri ti ascoltano con sufficienza; quando fai domande e nessuno ti risponde; quando dai il massimo e nessuno sembra accorgersene; quando la tua sincera disponibilità viene trasformata in un “tutto dovuto”; quando sei semplicemente troppo onesta o troppo stanca per alzare la voce se qualcuno ti scalcia per terra scavalcandoti; quando il tuo amore è scontato e nessuno ti ringrazia; quando la gentilezza non viene notata e nessuno capisce quanto costi cercare di essere la migliore espressione di sé; quando hai bisogno e passi le ore a fissare il telefono perché non hai nessuno da chiamare che possa capire…

Sappi che non sei solo, piccolo ingranaggio come me.

E verrà il giorno in cui capirai, se già non l’hai fatto, che il tuo sorriso sincero allo specchio è la miglior soddisfazione che puoi avere; che non ti serve l’approvazione degli altri, perché il nostro mondo di ingranaggi è una matrioska, e sicuramente anche dietro di te ci sono ingranaggi invisibili che non hai ancora notato e ringraziato.

L’Amore è fatto di ingranaggi, che lavorano perfettamente insieme e si ringraziano con la sola presenza vicendevole.

Quindi sorridi, ringrazia e sii fiero del tuo contributo.

V

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