Ri-Partire

Giro intorno a questa ri-partenza da un bel po’.Mi chiedo a cosa serva un blog a fine 2020,con i social che ci fanno parlare e scrivere in continuazione, e mi rispondo che forse serve principalmente a me, ad esprimere il mio pensiero, il mio punto di vista e il mio percorso con persone che siano interessate a leggerne e a conoscermi meglio. La spinta decisiva me l’ha data leggere le parole di un mio caro amico e trovare in esse conforto e alcuni dei miei pensieri messi su carta digitale. La verità è che mi crea molta difficoltà utilizzare un social esponendo alcuni contenuti in maniera pubblica; questo non perché sia “pubblico” il contenuto bensì perché alcune cose, se lette sui social senza approfondimenti, suonano altisonanti, egoriferite e persino saccenti così mi risulta difficile esprimere in poche parole il senso che intendo, il seme che vorrei provare a lasciare. Mi spiego: che cosa ne so io della vita?Non ho saggezza ascetica da condividere, il mio essere impegnata nel campo della mindfulness e fare la facilitatrice non mi rende illuminata né esempio da seguire;per quanto la mia empatia sia in apertura e sviluppo, dispongo solo delle mie limitate esperienze di vita che, per quanto numerose o dolorose, non mi rendono speciale rispetto a qualcun altro; non mi piace neanche pensare di essere quella che risolve le situazioni o…

Buon Natale e Buona Speranza

E’ stato un anno difficile.Il 2017 è stato un anno di quelli che ti spogliano i rami, che ti fanno cadere i frutti e pure le foglie; un anno di quelli che ti lasciano svuotata e impotente.Un anno di separazioni, di lutti, di cambiamenti e stravolgimenti, specie di quelli di cui non avevo voglia o dei quali non sentivo bisogno.Un anno di difficoltà assortite e fastidiosamente ingombranti che reclamano molto più spazio di quanto avessi voglia di concederne loro. Per la prima volta dopo tanti anni mi trovo con poca energia natalizia, poca voglia di festeggiare e poca energia per pensare di fare più di quanto non stia già facendo.Questa notte il Morbo di Crohn mi ha tenuta sveglia. Aveva voglia di disegnare, lui. Io solo di dormire.Tra l’insonnia ed i fiumi di tisane ho fatto Silenzio e ho cercato con gli occhi le Stelle allo specchio ma ne ho trovate poche, dunque ho deciso di appenderne qualcuna in più.Non per indossare sorrisi quando io non abbia voglia di sorridere bensì per farmi più Luce.Per amplificare quella che ho dentro e addobbare le mie Paure, così che possano sentirsi meno impaurite anche loro che, poverine, è Natale e anche le Paure hanno diritto ad un desiderio sotto l’albero. Qualche volta capita che alcuni cambiamenti ci colgano impreparate o che, addirittura, ci facciano così male da indurci a…

Il linguaggio libero ed innocente

Studiare la voce e ricercare nel suono, mi sta avvicinando sempre più anche ad un’idea di uso migliore della parola.Anni di modelli mentali differenti e cattive abitudini sono difficili da correggere se si pretende di farlo in poco tempo ma ci si lavora e ci si impegna affinché non servano poi così tanti anni quanto si teme.L’uso “meno bello” della parola spesso viene preso alla leggera ma se ti fermi a pensare a quante siano numerose le occasioni in cui gli amici Giudizio e Critica si rivelano attraverso ciò che diciamo -e come lo diciamo- sono certa che ti accorgerai di quanto siano infestanti Pettegolezzi, Malelingue e Polemiche. Pochi minuti di recupero del silenzio ogni giorno, sono una buona pratica per cominciare ad accorgersi della moltitudine di parole inutili che vengono dette; di quanti silenzi vengano riempiti di parole e di quanto, quei vuoti colmati, trabocchino di lamentele, luoghi comuni o frasi poco carine rivolte nei confronti di qualcuno o qualcosa.Pochi minuti di recupero del silenzio ogni giorno, ascoltando sé stessi, fa venire voglia di ascoltarsi sempre di più. Rallenta gli impulsi a rispondere subito e senza riflettere, migliora l’ascolto, rilassa, calma il respiro, rigenera, fa sorridere di più.E non serve altro che una posizione comoda e la voglia di lasciar passare tutti i pensieri, cercando di non soffermarsi su nessuno di essi, tentando di rimanere focalizzata…

Il Sacro nel Suono e il Suono nel Sacro di ognuno di noi

Argomento spinoso.E difficile. Perché scriverne, quindi?Non certo pensando di avere verità o certezze per le mani, bensì per ricordare a me stessa di riflettere sempre molto bene sulla percezione che ho, che do e che accolgo di uno stesso suono se solo mi sposto ad ascoltarlo da un differente punto di vista. Sto leggendo e studiando molto del sacro nel suono e del suono nel sacro.Ci sono libri che ti trasportano dalla Mesopotamia ai giorni nostri nel giro di un centinaio di pagine, lasciandoti solo in un’arena di porte da aprire in tutta la sua circonferenza.“Solo” non perché non ci sia nessun altro in quello stesso posto.“Solo” perché il viaggio sulle tracce del suono o della voce selvaggia è un viaggio certamente condivisibile ma che richiede una buona parte di tragitto in solitaria.In un profondo ascolto di sé stessi, prima ancora di ciò o chi che ci circondi.Inoltre, non vi è un punto di partenza definito, quindi ognuno di noi è libero di cominciare dalla porta che preferisce. Non esiste un senso logico universale nella ricerca di un approccio che soddisfi la propria esigenza di “suono” e di “sacro”: esistono condivisioni e conoscenze, libri da leggere, cerchi cui partecipare, sperimentazioni, passi in avanti e poi indietro.Ma non credo si possa scegliere e decidere chi abbia la visione corretta in assoluto e chi quella scorretta in assoluto.Un approccio…

Il Buongiorno si vede dal Mattino (canterino)

Quando lavoravo distante, mi svegliavo molto presto ed alle 5:40 ero già in macchina.Mi aspettavano circa due ore di strada (il traffico del mattino era micidiale) e quindi ho sempre cantato già di prima mattina perché, come ti accennavo, io canto e/o canticchio sempre.Molti insegnanti mi dicevano di evitare di farlo, che il corpo non sarebbe stato pronto e avrei rischiato di rovinare la voce, ma per me cantare è sempre stato troppo necessario per pensare di non farlo ogni volta in cui ne sentissi bisogno.Certo non ho mai preteso di cominciare con Janis Joplin alle 6 a.m. (che pure di sera e a voce calda io arranco per arrivare alla Janis, mannaggia a lei!)  ma con la dovuta dolcezza la voce si è sempre dimostrata affidabile già dal mattino.Scaldare la voce lentamente è rigenerante di prima mattina, dare spazio ai piccoli suoni del risveglio, ai vocalizzi morbidi a bocca chiusa; lasciare uscire le vocali con gentilezza, lavorando esattamente come se stessimo facendo uno stretching muscolare o un saluto al sole 🙂La voce è il mio rito mattutino.Ultimamente, poi, strumenti semplici e canto armonico sono il mio angolo di pace quando sono sola a casa. Cantare senza nessuno intorno, in certi momenti della giornata, per me è importante. È uno dei miei spazi sacri, uno di quei confini sicuri entro i quali riesco a mettere a tacere…

Non “isolare” bensì “connettere”

“L’ascolto è un’attività attiva, diversa dal sentire, che potrebbe essere interpretata come un’attività passiva.L’ascolto comporta l’uso delle orecchie come organo di coscienza.Quando “sentiamo” non facciamo discriminazione tra i suoni intorno a noi. Potremmo non esserne neppure coscienti.Questo è il motivo per cui il silenzio intensifica l’ascolto.” Il potere di guarigione dei suoni – J.Goldman Credo non ci sia nulla di più comune di una bronchite di questi tempi.Ovviamente io non potevo fare eccezione e ho deciso di farla anche acuta, per cui mi è toccato ricorrere ad un antibiotico e quindi un bel fermo vocale. Sofferenza estrema per chi, come me, canticchia quasi tutto il santo giorno (m’è doveroso il grassetto per rispetto dei miei colleghi e del mio compagno che, più di tutti, risentono di questa mia abitudine) e immancabilmente stare zitta mi riporta alla mente le parole che ti ho citato poche righe più su. Non si può nemmeno pensare di cominciare un percorso vocale esulando dall’imparare ad ascoltare diversamente i suoni intorno e dentro noi.Sull’ascolto si basa ogni tipo di approccio musicale e ampliare la nostra capacità di differenziare un “ascoltare” da un “sentire” fa la differenza nel nostro rapporto con lo strumento corpo-voce.Trovo che esercitarsi all’ascolto sia un ottimo modo per imparare ad apprezzare non solo il silenzio (o perlomeno ciò che riteniamo tale) ma anche un ottimo metodo per cominciare a ristabilire un rapporto con…

Perché Cantare in Cerchio?

Ti avevo promesso che ti avrei pian piano parlato delle mie passioni, che ti avrei raccontato di cosa stia diventando per me la parola “musifavolista” e di come il mio percorso di studi si stia diramando.Quindi non posso che cominciare da qui: io sto facendo circlesinging.Ossia partecipo/facilito/parteciperò/faciliterò cerchi di improvvisazione vocale spontanei, senza spartiti o cifre stilistiche di sorta, ai quali chiunque abbia voglia di sedersi può partecipare, indipendentemente dalle attitudini al canto o alla musica.Si sta insieme con la voce. Si socializza. Si ride. Quando racconto a qualcuno di questa cosa, di solito lo sguardo che mi rivolge è del tipo “…e a cosa serve?” ma difficilmente osa chiedermelo a voce 🙂A cosa serve fare circlesinging?Quindi, più semplicemente, a cosa serve cantare in cerchio? La risposta non è semplice da dare, quindi la cosa migliore che posso fare è cercare di spiegarti quante cose succedono durante un circlesinging per darti un’idea di quanti significati si possano dare ad un canto in cerchio e di quanti spunti possa offrirti. Parità.Fare parte di un cerchio significa essere equidistanti dal centro, significa essere tutti alla pari e poter guardare in faccia ogni altra persona.Socialmente significa entrare in un’atmosfera neutra, senza angoli lontani o pareti protagoniste che ci mette tutti sullo stesso piano senza frontman e ruoli vocalmente o musicalmente ritenuti di secondo piano. Attenzione.Il circlesinging viene solitamente facilitato da una o più…

Punti di Vista Musifavoleggianti

In questi ultimi giorni ho partecipato ad una masterclass di canto sui Colori della Voce, un incontro formativo tecnico e pratico sviluppato in un contesto di tecnica del mix di matrice speech level singing. Ho avuto modo di confrontarmi con molte persone fin qui a proposito di tecniche vocali ed impostazioni corrette e scorrette, così nella mia testa va formandosi un’ idea, come una statua che spunta da un blocco di pietra, giorno dopo giorno, lezione dopo lezione e seminario dopo seminario.

Silenziose Ispirazioni

“Perché siamo così spaventati di arrenderci, di lasciar andare e liberare la nostra voce?Perché siamo trattenuti nel passato, nella nostra identità, in quello che stiamo facendo, in quello che abbiamo e in quello che possediamo.Siamo trattenuti da quello che crediamo di essere.Siamo trattenuti nelle abitudini e nelle credenze negative.Siamo trattenuto da ciò che è sicuro e da ciò che già sappiamo e crediamo.Abbiamo paura dell’ignoto sebbene sia il luogo dove dimora Dio.” K.Schelde Queste parole, nella loro semplicità, mi hanno colpita per la verità che raccontano.Credo che alcuni percorsi sulla vocalità siano un richiamo al sacro dentro e fuori di noi perché educano profondamente all’ascolto ed al silenzio.Sviluppare la capacità di ascoltare implica imparare a stare fermi, a stare nel qui e ora centrati nel proprio presente.Il mio percorso di studio è (ri)partito da qui perché prima di liberare la voce bisogna percepire il luogo ed il modo in cui si genera il nostro suono.Bisogna cercare o creare le relazioni fra corpo, voce e anima che partono dal basso, dai piedi, dal centro coccigeo, dalle nostre radici rosse e per farlo serve sapersi ascoltare.

2017 Cerchi Concentrici

Quest’anno è pieno di novità per me e tra queste ce n’è una davvero speciale. A Febbraio mi sono trovata a cena con Carmen Cangiano, a discutere dei rispettivi percorsi ed interessi in ambito di ricerca musicale e abbiamo deciso di provare a concretizzare una volontà comune ad entrambe: portare il Circle Singing nella nostra provincia come appuntamento mensile. Cominciamo dunque un percorso insieme, fatto di musica e pace, con la volontà di riunire sempre più persone e far sì che ci si aggreghi fra comunità sonore delle nostre zone (ma speriamo non solo).Noi ci crediamo con tutto il cuore e non abbiamo fretta, prendiamo ciò che arriva ringraziando per ogni nuova idea o possibilità e speriamo, con il tempo, di poter crescere tutti insieme. Ho disegnato il logo per il sito, ti piace? 🙂 Sono immensamente grata per questo progetto che mi consente di amplificare i miei studi ed i miei esperimenti così che il mio percorso continui ad arricchirsi.Spero che i prossimi anni mi conducano in posti meravigliosi dentro e fuori di me, in totale abbandono alla voce selvaggia. Se non hai mai visto un Circle Singing ti lascio un video molto suggestivo che spiega, senza nemmeno una parola, il potere della Musica in Cerchio: